New Atlantis, giorno 0. @ come Antéros comanda #2

8 Apr, 2017 | Approfondimenti

di Barbara Audisio

Mi sono svegliata nel mio letto con addosso la brutta sensazione che non fosse casa mia. Avevo un mal di testa molto forte e ho fatto fatica ad aprire gli occhi. Il dolore schiacciava le palpebre sul viso.

Mi ha svegliato il silenzio innaturale che c’era attorno, appena fuori dalle finestre. Vivo in campagna, per cui è normale che non vi sia troppo rumore, ma l’assenza di stamattina era troppo anche per questo posto e portava con sé una sensazione che attraversava la schiena come una lama. Era un silenzio pesante, opprimente, duro e freddo come la pietra.

Quando ho cercato di scendere dal letto ho spalancato la bocca in una smorfia e un respiro spezzato. Non avevo un solo muscolo e osso che non facesse male, come se fossi stata picchiata e forse è così. A fatica ho raggiunto il bagno e mi sono spogliata davanti allo specchio. Non ho nulla. Nessun livido, nessuna escoriazione, nemmeno una ferita,da nessuna parte. La pelle è intatta, immacolata, integra.

Eppure mi fa male anche solo passarci le dita sopra.

È stato in quel momento che mi sono accorta che non c’era acqua. Volevo farmi una doccia, ma le tubature non gorgogliavano nemmeno, non sbattevano, il ché significa che non vi è acqua in esse da molto tempo e che sono completamente asciutte.

Ho aperto la porta, chiusa con le solite due mandate e sono uscita.

Tutto è immobile. La casa di fronte ha le finestre spalancate, ma non come al solito, sono innaturali, senza un ordine, come gli arti di qualcuno che si sia lanciato dal sesto piano atterrando sul marciapiede in mezzo alla gente. Sento le labbra asciugarsi e infilo le mani nelle tasche.

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L’aria è quella calda di inizio primavera ed è l’unica cosa che riconosco in quel paesaggio che mi appare nuovo, come se lo vedessi per la prima volta, come se qualcosa avesse tolto vita anche ai colori.

Il cane del vicino che spesso abbaiava senza un vero motivo ed era causa di urla e richiami da parte del padrone, ora tace. Si sdraiava sempre sulle piastrelle del portico, poco distante dalla porta d’ingresso, ma ora la porta è chiusa e lui non c’è. [continua…]

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