New Atlantis. 20 days before. @ come Antéros comanda #5

22 Apr, 2017 | Approfondimenti

Di Barbara Audisio

Ricordo tutto.

Mi chiamo Maia, ho trentotto anni e sono l’ultima di quattro fratelli.

La memoria è salita a galla poco più di un’ora fa, mentre preparavo lo zaino decisa a partire e ci infilavo dentro una maglia di lana a collo alto pensando che di notte potrebbe ancora fare freddo. In quell’istante, mentre piegavo l’indumento, ho ricordato che non era mio, ma di mio fratello Marcus, il maggiore.

“Dovrei ridargliela” ho pensato.

I ricordi sono tornati alla mente con la stessa forza che ha un’onda se si rimane vicino alla riva, quando si ingrossa, prende la rincorsa e si prepara a infrangersi sulla sabbia della spiaggia.

Le lacrime hanno cominciato a scaldare la pelle delle guancia, a cadere a terra mentre Stay mi osservava sdraiato accanto alla porta. Lui non mi abbandona un attimo, mi segue persino quando mi sposto da una camera all’altra.

Mi sono seduta sul letto, mentre il respiro si faceva più affannato.

L’ultima persona che ho sentito prima di perdere il contatto con la realtà è stata mia sorella Laila, al telefono. Era preoccupata, ma non agitata, la voce ferma, le parole pronunciate velocemente, ma in un dialogo senza panico o allarmismo.

Mi aveva chiesto come stava andando da noi, se ero riuscita a trovare acqua non contaminata, se c’era ancora calma in paese e mi aveva raccomandato di fare scorta. Ricordo di averle risposto che avrei accumulato quante più taniche possibili in garage.

Abbiamo un garage.

Laila mi aveva tranquillizzata dicendo che lei e la famiglia stavano bene, che la situazione era sotto controllo e mi aveva chiesto se anche noi ce la stavamo cavando…

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