Chaos on tour @ KOLA 2016

24 Feb, 2016 | Approfondimenti, Dicono di noi

 

La leggenda di Parsifal è finita da qualche mese, è stato un live faticoso, per molti versi estremo e di certo rischioso, però ne siamo molto soddisfatti. Ha avuto una certa risonanza – l’audio documentario di Radio3, il convegno Punti Esperienza a Pordenone, il Larp Symposium – abbiamo raccolto le impressioni dei giocatori e siamo già con la testa e il cuore sul prossimo progetto. Ma evidentemente questa storia aveva ancora voglia di farsi raccontare. Qualche mese fa infatti, Lapo (un caro amico di avventure larp e non solo) ci scrive che gli organizzatori del KOLA 2016 hanno saputo della nostra Camelot nel cuore di Roma e sono molto curiosi di saperne di più, di scoprire cosa è accaduto in quei primi giorni di settembre nella nostra capitale. Ma che cos’è il KOLA? E’ l’incontro nazionale della scena larp polacca, un rendez-vous di tre giorni in cui incontrare altri organizzatori e giocatori, ascoltare interventi e partecipare a dibattiti e a laboratori. Il confronto ci piace e la curiosità non ci manca quindi nel giro di qualche giorno riuniamo la tribù e con un antico rituale sanguinario che non possiamo raccontare scegliamo i quattro che formeranno la delegazione per Varsavia. Si parte.

Atterriamo a Varsavia con i tutoni addosso. Sì perché noialtri senza tutoni non ci muoviamo. Appena arrivati, accolti da una simpatica pioggerella che non ci abbandonerà per tutto il fine settimana, lasciamo le valigie e corriamo al Kolegium Artes Liberales dell’università: una palazzina bianca molto accogliente e, soprattutto, piena di persone piuttosto variopinte e larpose (o ruolo vivose). È qui che si svolgerà il KOLA. Il primo impatto è ovviamente traumatico, del resto il polacco è stato chiaramente concepito dai servizi segreti per parlare davanti agli italiani senza che loro possano capire assolutamente niente. Per fortuna gli organizzatori avevano messo a disposizione una serie di traduttori molto abili e simpatici da affiancare agli invitati stranieri. Polacchi a parte c’erano una delegazione italiana (noi della Chaos), una della Repubblica ceca e una russa.

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Si comincia. Gli interventi si susseguono uno dopo l’altro e toccano vari argomenti, dalla presentazione di larp specifici, ad aspetti gestionali e di game design. La sensazione che abbiamo è che la scena nazionale polacca sia molto dinamica e cosciente delle proprie specificità. Sono giovani e determinati. Ma il bello doveva ancora venire. Perché come ogni convention che si rispetti, il culmine si raggiunge nel party di fine giornata. Chi ci conosce sa che non siamo soliti tirarci indietro davanti a certe sfide, per quanto dure possano essere, e quindi… party sia! Tra un bicchiere e un altro cominciamo a conoscere gli altri partecipanti in un contesto più disteso e disinibito. Scopriamo di più di loro e del loro modo di vedere il gioco e la vita. Quando usciamo per tornare verso l’albergo la pioggia è ancora lì, ma ce ne accorgiamo a malapena. Siamo persi in discorsi infiniti, progetti e sogni ad occhi aperti, mentre camminiamo per le gigantesche strade di Varsavia. Né riuscirà a riportarci alla realtà l’addetto dell’albergo che ci fa presente che intrufolarsi nella sauna alle 5 di mattina non è permesso. Andiamo a dormire stremati ma pieni di gaso contagioso.

La mattina seguente, con i postumi della Varsavia by night che ci mettono a dura prova e davanti a una platea attentissima cominciamo il nostro racconto de La leggenda di Parsifal. Mentre noi ci emozioniamo a ripercorrere tutte le tappe che, lungo un percorso durato quasi un anno, ci hanno portato ad immaginare la storia, i personaggi, la logistica di Parsifal, il pubblico comincia a dare segni di una curiosità crescente. Cominciano le domande. Molte domande. Noi siamo felicissimi e cerchiamo di rispondere al meglio e di far comprendere in profondità le meccaniche e il ritmo del gioco nel nostro inglese con accento californiano. Rispondiamo a raffica, ma il tempo è tiranno e noi siamo come al solito caotici (questa volta senza h). Quando il nostro intervento finisce abbiamo ancora voglia di condividere e confrontarci, la discussione si sposta fuori dal palco in piccoli gruppetti. Ma il programma è ancora fitto di eventi, quindi niente perdite di tempo: dibattiti sugli aspetti organizzativi, sulla logistica, sui nodi cruciali delle teorie sul Larp, ce n’è per tutti. Noi diciamo la nostra, alimentiamo il dialogo e presenziamo, abbiamo un sacco di cose da discutere. Il dibattito è di livello. In Polonia sta venendo su, come i più informati sapranno, una scena davvero interessante e in rapida espansione.

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Il giorno dopo all’aeroporto eravamo stanchi (leggi: distrutti) ma molto felici. E mentre uno di noi, che non posso nominare, faceva discutibili acquisti al duty free, mi sono reso conto che questo fine settimana, un po’ serio e un po’ zingarata, è stato davvero importante. È banale dire che il confronto sia una fondamentale occasione di crescita, ma ne abbiamo avuto una prova in più e il Chaos Tour che stiamo portando avanti da qualche mese rafforza sempre di più questa convinzione. E vedere la curiosità con cui i nostri ruoli vivi sono accolti ci dà un grande sprone per continuare a verificare nuove direzioni, nuove ricerche, nuovi larp. Il Ruolo Vivo è in marcia. Il gaso non si arresta.

Alla prossima!

Sempre vostra

Chaos League

 

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