Punti Esperienza / un convegno sul gioco di ruolo

7 Mar, 2016 | Approfondimenti, Studi e saggi

Sono convinto, e lo sono da un pezzo, che sul gioco di ruolo non si sia detto abbastanza: sulle possibilità che offre, sugli scenari che apre, sull’impatto che ha avuto nella cultura pop degli ultimi tre decenni. Non si è detto a sufficienza.
Per questo quando Francescopaolo Isidoro (BLANK, 99MQ), ci ha contattato per partecipare a un convegno dal titolo Punti Esperienza / un convegno sul gioco di ruolo e sul ruolo del gioco come strumento didattico e forma d’arte (promosso insieme alle Politiche Giovanili del Comune di Pordenone e finanziato dalla Fondazione CRUP) non abbiamo potuto fare altro che accettare, ringraziarlo e metterci al lavoro.
Man mano che il programma del convegno si popola di personaggi illustri del mondo di gioco la nostra aspettativa cresce, e si infittisce il dialogo tra noi.

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Arriviamo a Pordenone e ci portiamo da Bologna un’atmosfera di grande attesa. Incontriamo Francescopaolo fuori dall’albergo che da ospite impeccabile aspetta l’arrivo dei relatori e subito ci sentiamo a casa. Si perchè Francescopaolo Isidoro è un amico di vecchia data, un compagno di strada e una persona di un acume raro, in grado di generare momenti di aggregazione e sopratutto di riflessione. Quindi nessun ghiaccio da rompere, solo fili da riallacciare con naturale spontaneità.
Ci spostiamo alla galleria Pizzinato, dove in un palazzo modernissimo in pieno centro città si terrà il convegno. È una galleria d’arte e ci sono delle esposizioni davvero notevoli. Parlare di gioco in un luogo atto a contenere arte. Ci piace molto. Il contesto è fondamentale e ci permette subito di superare i luoghi comuni del gioco-ricreazione.
La sala dove si svolgerà il convegno è gremita da circa 80 persone, una specie di record visto che si tratta di una conferenza; ci sono educatori, professionisti, insegnanti, giocatori e qualche curioso. Si comincia.

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A rompere il ghiaccio è Andrea Ligabue, ludologo di lungo corso, che racconta a una platea attentissima come utilizzare i giochi da tavolo a scopi didattici. Andrea ha una grande esperienza in questo settore e si vede tutta, è preciso ed esaustivo e gli insegnanti cominciano a cogliere il potere dello strumento e a fare domande. Lo rincorreranno per tutto il convegno.
Poi è il nostro turno, saliamo sul palco e attacchiamo. L’intervento riguarda il rapporto tra spazio e larp, mostriamo foto dei nostri eventi, filmati e cominciamo a parlare di virtualità, eterotopie, luoghi e non-luoghi. Ogni tanto qualche battuta allegerisce il tema, il pubblico segue; è incuriosito da queste forme ludiche aliene, a tratti incredulo. Cominciano le domande che come sempre sono la parte più interessante. È da qui che puoi osservare quali corde hai toccato, quale sensibilità hai mosso. Il tempo non basta, l’intervento termina ma si forma un crocchio di irriducibili che ha voglia di continuare il confronto sui temi che abbiamo sollevato. Un dibattito che da solo vale il viaggio e a tutti viene voglia di una tavola rotonda, la prossima volta.
Nel pomeriggio cominciano i laboratori, la teoria si applica. Vorremmo farli entrambi, diventare ubiqui, ma si svolgono in contemporanea perciò ci affacciamo un pò di qua e un pò di la. Ci viene una voglia irrefrenabile di giocare. Poco male, dopo l’ottima cena si gioca tutti insieme a un pò di tutto. Ligabue tira fuori dal cilindro (leggi: due enormi buste che ha portato con sè) una selezione di giochi in scatola che ci tiene svegli fino a notte fonda.

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Il giorno dopo di buon mattino Maresa Bertolo, ricercatrice al Politecnico di Milano e tra i fondatori del gruppo di ricerca PlayRes, tiene il suo intervento e ci tiene incollati alle poltrone; parla di game design e lo fa con grande chiarezza e con le migliori slide che abbia visto. Parla di flow e l’intero convegno è esattamente in quella condizione, il pubblico si nutre degli stimoli e delle informazioni. Poi è il turno di Luca Giuliano ordinario di sociologia alla Sapienza di Roma. Forse qualcuno non lo sa, ma è stato il primo in Italia a studiare il gioco di ruolo a livello accademico, un pioniere che non ha mai smesso di cercare. Il suo intervento è ricco di riferimenti colti, parla di nuove strategie narrative. Oscilla con grande equilibrio tra la cultura alta e quella pop, mischia elementi e spariglia le carte, si muove con consumata esperienza sul palco. Prendiamo appunti.
Poi è il turno di Andrea Castellani e Matteo Bisanti, trattano di edularp e mettono in luce gli aspetti più significativi del gioco di ruolo e del larp in ambiente didattico, con esemplare chiarezza raccontano le loro esperienze e le applicazioni che stanno ricercando, nuovi interessanti sviluppi all’orizzonte.
Nel pomeriggio i workshop mettono di nuovo in pratica tutte le possibili sfumature applicative, permettono a persone che non hanno dimistichezza col gioco di “sporcarsi le mani”. C’è gente che ride e si diverte: a un convegno.
Noi ne approfittiamo anche per dare uno sguardo alla mostra di fotografia giapponese, veniamo folgorati sulla via di Damasco, troviamo una citazione che racconta in una frase il senso della virtualità espansa. La fotografo, è in cima a questo racconto.
Ancora una parola sull’organizzazione: impeccabile. Francescopaolo e il suo staff sono stati gentili, disponibili, precisi e attenti. Speriamo che questo convegno sia solo l’inzio di un appuntamento ricorrente. Nel frattempo abbiamo saputo che verranno pubblicati gli atti, credo che saranno molto interessanti e possano contribuire un tassello di un disegno più grande.

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Ci rimettiamo in macchina per tornare a casa, in sottofondo un po’ di rap di quello buono, i pensieri continuano a fluttuare. Il dibattito si sposta nell’abitacolo: realtà, virtualità, eterotopie, narrazioni transmediali, viaggiano con noi fino a casa. Grazie a questo incontro di punti esperienza ne abbiamo fatti un mucchio e già si intravede all’orizzonte il prossimo livello.

Andrea Giovannucci

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