Il Larp nei mondi digitali

24 Nov, 2015 | Approfondimenti, Studi e saggi

di Andrea Giovannucci ///

Nel vastissimo mondo del gioco digitale, recentemente con sempre maggiore frequenza, troviamo videogame progettati per espandere i propri confini ludici oltre lo schermo dietro cui siamo abituati a vederli e a fruirli. Il caso più macroscopico e recente, come ha messo in luce Tanya Krzywinska nei suoi studi, è il MMORPG The Secret World (2012, sviluppato da Funcom e pubblicato da Funcom ed Electronic Arts) in cui i videogiocatori sono chiamati ad interagire con il mondo fisico per superare determinate quest e raggiungere alcuni obiettivi.

Generalmente siamo abituati a pensare i giochi digitali come linguaggi confinati dentro una cornice di riferimento piuttosto ridotta e grande esattamente quanto il monitor di cui disponiamo. All’interno della cornice-monitor il mondo di gioco è perfettamente rappresentato sia che si tratti di giochi retrò ad 8 bit sia che si tratti dell’ultimo sparatutto con motore grafico all’avanguardia. Il videogame è tradizionalmente rinchiuso all’interno di questo spazio. La realtà virtuale ha tentato e sta tentando di esportare il gioco digitale verso un contesto più vasto per allargare i confini dell’esperienza videoludica anche se il grande pubblico non sempre dimostra interesse per progetti che vanno in questa direzione. In effetti questi modelli di virtualizzazione tendono ad ampliare la cornice di riferimento (il monitor) e non a spezzarla o a reinterpretarla. Gli Oculus Rift ad esempio promettono esperienze virtuali a 360 gradi a prezzi accettabili per l’utenza media, ma alcuni addetti al settore sono scettici sul vero impatto che essi possano portare sull’esperienza di gioco.1 La sensazione in realtà è che questi “nuovi” strumenti di virtualizzazione siano esclusivamente dei potenti controller, delle interfacce, che ridefiniscono il rapporto tra utente e macchina ma che non rimettono in discussione la struttura del videogioco (o almeno non nell’immediato).

1 Tra i vari segnalo specialmente Adrian Chmielarz, il creatore di Ethan Carter e altri videogames che in un’intervista a Eurogamer si dimostrava molto scettico sull’impatto che la realtà virtuale possa avere nell’ambito ludico, cfr. Il creatore di Ethan Carter: “Non so se la VR avrà successo” consultato on line all’indirizzo: http://www.oculusriftitalia.com/2015/06/03/il-creatore-di-ethan-carter-non-so-se-la-vr-avra-successo/.

Giovannucci, A., 2015, Per una storia delle contaminazioni dei linguaggi ludici. Il larp nei mondi digitali, in: Giovannucci, A., Trenti, L. (a cura di), Larp attack! Esperienze e riflessioni dal mondo dei giochi di ruolo dal vivo, Roma, Larp Symposium ed.

Qui l’articolo completo.

 

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