Il gioco e la storia: la curiosa vicenda di Tossignano

24 Nov, 2015 | Approfondimenti, Studi e saggi

di Andrea Giovannucci ///

La pratica dei giochi d’azzardo, pur essendo lungamente avversata dai legislatori, è pervicacemente sopravvissuta nel tempo.

La tenacia degli uomini a giocare il proibito rivela un’attitudine saldamente radicata, che ha dato forma nel corso del tempo a vere e proprie culture dotate di specifici linguaggi, peculiari modalità operative, un particolare approccio al rischio, generando uno spazio grigio situato ai margini della legalità a cui spesso si sono legate le insoddisfazioni e i malumori delle popolazioni.

Huizinga ne I giochi e gli uomini affermava che la cultura sorge primariamente in forma ludica accreditando lo studio dei giochi come fonte fondamentale per l’analisi storica delle forme culturali:

Da molto tempo sono sempre più saldamente convinto che la civiltà umana sorge e si sviluppa nel gioco, come gioco… Nel 1933 dedicai a tale soggetto la mia prolusione come rettore dell’università di Leida, col titolo Sui limiti del gioco e del serio nella cultura. Quando in seguito adattai e rinnovai quel discorso due volte, prima per conferenze a Zurigo e a Vienna, poi per una conferenza a Londra, vi posi per titolo Das Spiel Element der Kultur, The Play Element of Culture (l’elemento gioco della cultura). Tutte le volte i miei ospiti mi corressero: in der Kultur, in Culture, e ogni volta io cancellai la preposizione “in” e ristabilii il genitivo… La cultura sorge in forma ludica, la cultura è dapprima giocata […] Con questi giochi la collettività esprime la sua interpretazione della vita e del mondo1.

Il gioco attiene pienamente alla sfera della temporalità, esso poggia sulla contingenza, sulle temperie culturali e non solo ciò vale per l’atto ludico, la pratica del giocare, ma anche per la struttura che va assumendo una determinata forma ludica.

La formazione e la diffusione di questi giochi vanno ricercate negli sviluppi sociali e culturali dei diversi periodi storici, non dimenticando che si tratta di un rapporto dialogico in cui le influenze tracimano dalla cultura ludica a quella sociale e viceversa.

Né le azioni di deterrenza che il potere costituito ha messo in atto per contrastare i giocatori e i promotori del gioco d’azzardo, pur con delle sostanziali differenze da epoca ad epoca, si sono mai neppure avvicinate all’obiettivo di bandire questa forma ludica dalle attività umane.

È dunque esistita (ed esiste ancora) una pulsione al gioco d’azzardo che sopravanzava il rischio delle pene prescritte, il che suggerisce che il gioco d’azzardo come variabile sociale e culturale possegga delle radici profonde e, in questo senso, l’insistenza del fenomeno fornisce già di per sé un interessante prospettiva di studio.

1 s.v. “Huizinga” in: Dossena, G., 1999, Enciclopedia dei giochi., UTET, Torino

Giovannucci, A., 2014, Il gioco e la storia: la curiosa vicenda di Tossignano in: A. Malfitano, A. Preti, F. Tarozzi (a cura di), Per continuare il dialogo, Bup.

Qui l’articolo completo.

 

Share on