Cultura borghese e gioco del lotto nell’Italia postunitaria: una campagna de “La Stampa”.

24 Nov, 2015 | Approfondimenti, Studi e saggi

di Andrea Giovannucci ///

Alla fine del XIX secolo il gioco pubblico era popolarissimo. Nell’Italia postunitaria il problema del gioco di massa, della sua mole sia in termini di flusso economico che di diffusione nella popolazione, occupava seriamente il pensiero non solo degli amministratori, ma anche dei politici e in breve assurgeva a vera e propria questione nazionale.

Ed è proprio contro il pensiero superstizioso, inevitabilmente incoraggiato dai giochi il cui esito è interamente affidato alla fortuna – come ad esempio quello del lotto con le sue “smorfie”, vaticini, intercessioni, e simili – che si scagliano gli intellettuali del periodo e i giornali.

Lo scopo niente affatto recondito di questa contrapposizione che si viene a creare tra cultura popolare e cultura alta, tra superstizione e positivismo, tra precognizione e statistica è di bonificare il pensiero dal suo retaggio di ancestrale ignoranza per traghettarlo verso le idee progressiste e borghesi di risparmio, operosità, frugalità, laboriosità e di un corretto rapporto verso il denaro.

Giovannucci, A., 2015, Cultura borghese e gioco del lotto nell’Italia postunitaria: una campagna de “La Stampa”, in Itinerari. Quaderni di etica e di politica, n.3/2014, Lanciano, pp 133-144.

Qui l’articolo completo.

 

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